Larino

Situata tra le colline del Basso Molise,Larino è una cittadina dalla storia millenaria le cui origini risalgono al XII secolo a.C.,quando venne fondata da un’antica popolazione italica conosciuta oggi con il nome Osci,che le diedero il nome Frenter.
Col passare dei secoli la città ebbe diverse denominazioni come Ladinod,nome che compare su alcune monete rinvenute durante gli scavi archeologici,passando per la latina Larinum,fino a giungere all’odierna Larino.Il territorio sul quale la città è ubicata è stato da sempre,nel corso della storia,favorevole ad ospitare insediamenti umani:esso è infatti caratterizzato da dolci colline che pian piano degradano verso la costa adriatica,in una vasta zona pianeggiante denominata Piane di Larino,intervallate da bacini fluviali ideali per il sostentamento idrico e per il reperimento di materiale da costruzione,essendo la zona ricca di argilla e arenaria.
Larino,sin dall’epoca pre romana,costituiva il centro principale dell’intera zona frentana,come si può riscontrare da un’incisione su pietra recante la dicitura “ Urbs princeps frentanorum”,conservata nell’Ara Frentana,una zona archeologica oggi adattata a giardino situata tra Pian San Leonardo e il centro storico,che conserva inoltre anche alcuni resti della città antica.
Il periodo di maggior splendore della città fu tuttavia quello romano,quando a seguito delle guerre sannitiche,essa passò sotto l’egida della res publica,mantendendo una propria autonomia rispetto alle altre città frentane,con il riconoscimento di res publica Larinatium. Proprio in quest’epoca,infatti,Larino divenne un fiorente centro commerciale sede di un proprio conio,come testimoniato da alcune monete rinvenute negli scavi in zona Torre Sant’Anna.Numerose sono le testimonianze archeologiche risalenti a quest’epoca,alcune tra le più importanti in regione:
L’Anfiteatro Romano: edificato nel I secolo d.C. per volontà testamentaria di un nobile di rango senatorio,fu inaugurato dall’Imperatore Tito.La sua struttura è a pianta ellittica e pur essendo modesto rispetto all’Anfiteatro di Capua,è cmq di notevoli dimensioni,con una superficie di seimila metri quadrati in grado di ospitare quasi undicimila spettatori.
Il Foro Romano: è l’area pubblica della città romana, posta a 100 mt. a nord-est dell’anfiteatro: è composta di un edificio sacro a pianta quadrata elevato su alto basamento, realizzato con la tecnica dell’opus latericium, ed altri ambienti posti a livello inferiore, rispetto al tempio.
Domus ellenistica: rinvenuta negli scavi in località Torre Sant’Anna,poco distante dall’area archeologica di Larinum,ospita un mosaico in stile ellenistico.
Domus con mosaico: l’edificio ha pianta rettangolare con abside, cui si accede tramite una porta a blocchi di calcare. Il pavimento presenta un mosaico bianco a tessere nere, con ritratti motivi geometrici e floreali.
Complesso Termale:nella romana Larinum furono costruiti impianti termali in quattro punti della città di cui due lungo le principali vie consolari.Un impianto ,costituito da 10 sale è andato purtroppo perduto. Gli impianti sono caratterizzati da una grande sala principale con pavimento in laterizi,e presentano decorazioni con mosaici raffiguranti animali.
Non mancano,tuttavia,testimonianze dell’epoca medievale in cui gli abitanti della città furono costretti a lasciare la località di Pian San Leonardo,troppo vulnerabile agli attacchi dei saraceni,per trovare rifugio nel Borgo Medievale(oggi Centro Storico di Larino). Qui troviamo la Cattedrale,consacrata nel 1310, dedicata all’Assunta e a San Pardo,patrono della città frentana.Edificata in stile romanico con elementi gotici,e dotata di campanile,la Cattedrale è il simbolo non solo architettonico ma anche culturale e religioso dell’intera città.
Di notevole importanza è anche il Palazzo Ducale:edificato tra il X e l’XI secolo per volere di ricchi nobili normanni,venne utilizzato come dimora per le famiglie che reggevano le sorti della città e in seguito come prigione.
Degna di menzione è infine Villa Zappone:situata in prossimità dell’Anfiteatro è una villa in stile liberty costruita nei primi anni del ‘900 dall’avvocato Filomeno Zappone,ed è sede di un museo che ospita i reperti scultorei di maggior pregio.

https://it.wikipedia.org/wiki/Larino
https://scuolamaglianolarino.home.blog/villa-zappone/
https://it.wikipedia.org/wiki/Larinum
https://web.archive.org/web/20110523141405/http://www.comunelarino.it/index.php/larino/storia

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La Cattedrale di San Pardo a Larino è sicuramente una delle più importanti opere in stile romanico dell’Italia meridionale ed è denominata anche Chiesa di S. Maria dell’Assunta.

La Cattedrale di San Pardo, come recita l’iscrizione in caratteri gotici sul portale d’ingresso, attesta la data della sua consacrazione al 30 luglio 1319. 

La Chiesa sarebbe stata edificata su un preesistente tempio pagano. 

La sua costruzione, durata diversi decenni, ci regala oggi una fusione di differenti stili, dovuta soprattutto ad un mutamento di direzione dei lavori sul finire del XIII secolo. 

Nel Cinquecento fu aggiunto il campanile, sul basamento costruito nel 1451 dal maestro Giovanni di Casalbore di Avellino. Caratteristica unica della torre campanaria è la presenza di bassorilievi romani, probabilmente trafugati dalle vestigia presenti in tutto il circondario.

La trasformazione dei caratteri architettonici da medievali a barocchi della Cattedrale di San Pardo, è da attribuire al Vescovo Tria. Ma fù l’intervento ottocentesco del Vescovo Giampaolo ad apportare molte delle modifiche che possiamo osservare ancora oggi, come le finestre a sesto acuto e le decorazioni sulle colonne.

La facciata si fa notare soprattutto per la sua maestosità, con le sue colonne tortili abbellite da elementi floreali e per la presenza di animali sul Portale, come il grifo ed il leone posti a guardia dell’ingresso. Nella parte superiore della facciata campeggia il famosissimo Rosone a tredici raggi.

Dal 1931 nella chiesa si sono susseguiti interventi di restauro che ne hanno consolidato la struttura, compreso il campanile, distrutto da un fulmine nel 1943. Nel corso dei lavori tornarono alla luce alcuni affreschi del sec. XIV, raffiguranti S. Orsola, S. Michele e S. Benedetto, ancora oggi visibili sulle pareti laterali.

L’interno è un tipico esempio di romanico meridionale, con archi a sesto acuto caratterizzati da semplici decorazioni tra cui è possibile ammirare alcuni bassorilievi sia in pietra che in legno, come ad esempio quello trecentesco raffigurante la traslazione del corpo di San Pardo, avvenuta il 26 maggio 842.

Con i lavori di restauro del 1998 è stata recuperata la Cripta ma attualmente le reliquie di S. Pardo sono conservate all’interno di un nuovo altare.

Il Palazzo Ducale di Larino, nato come castello, fù edificato nell’XI secolo dai Normanni, durante la lotta per l’egemonia Longobarda della penisola italiana.

Le testimonianze più antiche che abbiamo ci parlano di una palazzo castellato agli ordini dei vari conti, marchesi e baroni che tennero le sorti di Larino e del circondario, per conto dei sovrano di Palermo. Il Palazzo Ducale di Larino dunque, oltre che residenza aristocratica, svolgeva l’importante funzione di centro di controllo politico. In realtà era utilizzato anche come centro di comando militare, difeso da una fortificazione esterna di cui oggi non si hanno più tracce. Da notare infatti che la sua ubicazione è strategicamente posta tra il Duomo, presso Porta del Piano, e l’asse viario principale dell’antica via consolare.

Nel 1683 la famiglia De Sangro decise di trasformare il Palazzo Ducale di Larino in palazzo gentilizio, abbandonando il ruolo militare di fortezza che lo aveva caratterizzato sino ad allora.

Nel corso del XIX secolo, il Palazzo Ducale di Larino viene acquistato dalla Municipalità di Larino e sul finir del secolo, nel 1888, si dà avvio alla costruzione di un’altra facciata, quella orientata su Piazza Vittorio Emanuele, rimasta però incompiuta. 

Attualmente ospita ancora la sede del Comune di Larino, del GAL Innova Plus, del Museo Civico Archeologico, della biblioteca comunale “Bartolomeo Preziosi” e della Pro Loco. Affermandosi come un’attrazione turistica, unica nel suo genere in tutto il Basso Molise, ed ospitando anche concerti, presentazioni di libri e mostre.

 

Molise - Larino - Stemma - Palazzo Ducale

Larino, Campobasso

FESTE E FOLKLORE

A Larino il momento più atteso da tutta la cittadinanza è sicuramente la festa di San Pardo, che si tiene ogni anno il 25-26-27 Maggio. Unica nel suo genere tra le Carresi Molisane, consiste in una lunga processione di oltre 100 carri trainati da buoi e addobbati con fiori di carta. Il primo dei tre giorni si parte dalla cattedrale per arrivare fin il cimitero dove è custodita la statua lignea di San Primiano, martire larinese. Dopodiché si torna verso il centro storico per depositare la statua all’interno della Cattedrale di San Pardo. Il secondo giorno, quello ufficialmente consacrato a San Pardo, la processione resta tra i vicoli del borgo medievale e le statue di tutti i Santi vengono portate a spalla dai fedeli. La festa si conclude il terzo giorno quando, riaccompagnando San Primiano alla sua abituale dimora nella chiesetta del cimitero, tutti i larinesi organizzano una grande scampagnata nelle campagne circostanti.

Altrettanto partecipato, specialmente dai giovani, è il magnifico Carnevale Storico Larinese. Enormi e stupendi carri in cartapesta, sfilano nell’anello tra Viale Giulio Cesare e Via d’Ovidio. Luci, movimenti, musica, cooreografie e tanta allegria risunano nei due weekend che precedono la quaresima. Dopo mesi di lavoro, i gruppi di cartapestai riuniti nell’associazione Associazione Larinella – Carnevale Storico d’Italia ,si sfidano in un concorso che ogni anno stupiscce sempre di più per la cura, l’inventiva e l’ironia che mettono in queste opere d’arte e d’ingegno, diverse ogni anno.

Da alcuni anni anche il Natale è diventato un momento davvero magico per i larinesi. L’intero Centro Storico viene abbelllito con luci e addobbi natalizi, in quella che sono le Luminarie di Larino – Magia di Luci. Spettacoli artistici, stand enogastronomici, pista di pattinaggio, Babbo Natale, la “calata della Befana” dal Campanile della Cattedrale ed infine la giornataa dedicata al presepe vivente. Emozioni uniche.

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