Guglionesi

 

Guglionesi è il comune più esteso della regione con circa 100 km² di superficie, disteso sugli ultimi declivi dei Colli Frentani, fin quasi a raggiungere il Mare Adriatico.
Il suo nome, secondo alcuni studiosi, deriva dalla “guglia”, una pianta caratteristica che nasceva sulle sponde del fiume Biferno; per altri invece il nome deriva dalla combinazione di colle-nisyus, riferito a Bacco. Questo fù il toponimo con cui era conosciuto, prima di assumere quello attuale.
La sua fondazione è certamente sannita, più precisamente Frentana, risalente al primo secolo a.C. Si ha traccia infatti di un centro abitato detto Usconium, la cui importanza durò per secoli, fino anche all’epoca romana.
Nel 1060 il conte normanno Goffredo, invade e conquista il contado di Termoli, di cui il castello di Colle Dionisio era uno dei presidi militari più importanti.
Il paese nel Medioevo risulta essere un importante punto di riferimento politico, sociale, spirituale, economico, artistico del territorio. Per secoli i vescovi di Termoli posero le loro residenze a Guglionesi e qui, infatti, sorse il primo seminario della diocesi, sopravvissuto fino all’Unità d’Italia.
Il centro storico attuale ha un particolare impianto medievale, a forma triangolare. Si sviluppa lungo i tre assi principali (via Galterio, corso Conte di Torino/via Roma, via Guiscardo), collegati da una rete di stretti e caratteristici vicoli.
Lo stemma raffigura tre colline. Su quella centrale spiccano tre piante di carice, specie particolarmente diffusa nel territorio del comune. Il gonfalone è un drappo di bianco.

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La Chiesa di San Nicola di Bari a Guglionesi da molti è considerata un capolavoro dell’architettura sacra meridionale venendo persino annoverata tra i Monumenti nazionali. 

La sua origine è molto antica ma si pensa che la sua struttura attuale sia del tutto assimilabile a quella originaria, pur se nel corso dei secoli fu distrutta diverse volte da devastanti terremoti come ad esempio quello del 1117. 

Sia architettonicamente che per i suoi tratti stilistici, ricorda moltissimo la Chiesa dello stesso San Nicola a Bari. 

Nel corso dei secoli, la Chiesa di San Nicola di Bari a Guglionesi rivestì un importante ruolo sia spirituale che politico, divenendo persino Cattedrale della cultura e della tradizione religiosa. 

Nel 1973, nel corso di un restauro, venne alla luce una cripta romanica di cui sino allora nessuno ne aveva sospettato l’esistenza.

Edificata nel 1410, la Chiesa Sant’Antonio da Padova a Guglionesi costituiva parte integrante del convento di S. Francesco. Il convento occupava tutta l’area dove oggi è l’attuale palazzo comunale e gli altri edifici adiacenti. 

Oggi la Chiesa presenta una pianta irregolare, con facciata in muratura, impreziosita da elementi decorativi in pietra e copertura a falde regolari.

All’interno, la Chiesa è affrescata da dipinti del pittore locale Nicola Iacobitti. Inoltre anche il coro cattura l’attenzione, così come le statue di S. Francesco, S. Luigi Gonzaga, S. Lucia e della Immacolata Concezione in legno policromo del XVII secolo.

Recente, durante un restauro, è emerso un bellissimo Rosone centrale, di notevole interesse artistico, sovrastante il portale quattrocentesco al centro della facciata principale.

Di antichissima fondazione, situata nel centro storico, la chiesa matrice di Casacalenda aveva in origine una sola navata. Distrutta dal terremoto nel 1456, nel 1587, durante la ricostruzione, fu ampliata a tre navate, mentre quella originaria, che venne a trovarsi sotto il presbiterio, ancora adesso è utilizzata come abitazione privata. Di nuovo danneggiata dai vari terremoti succedutisi nel corso dei secoli, ha subito numerosi restauri: in uno di questi fu aggiunta una quarta navata, crollata nel 1896, ma presto restaurata. Dell’antica chiesa rimangono due sculture nella lunetta del portale d’ingresso. Al suo interno, sono conservate varie tele, tra cui una “Natività”, opera di Fabrizio Santafede nel periodo in cui era ospite del duca, la “Morte di S. Giuseppe” di Antonio Solario, detto lo Zingaro, un dipinto di Benedetto Brunetti del 1658, “La Deposizione di Cristo” e una tela di Paolo Gamba firmata e datata 1752, che rappresenta la Vergine con il Bambino tra Santi e Prelati, restaurata a cura della Soprintendenza del Molise. Da notare anche l’altare di S. Giuseppe, per il paliotto in marmo con un bassorilievo che rappresenta il Cristo deposto.

 

Molise, Guglionesi, Chiesa di Sant'Antonio da Padova, Interno Navata

FESTE E FOLKLORE

La festa principale di Guglionesi è sicuramente quella del patrono Sant’Adamo, che si tiene il 2 e 3 giugno di ogni anno. Il momento delle celebrazioni è rappresentato dalla “intronizzazione” del Santo sull’altare maggiore della chiesa di Santa Maria Maggiore, traslandolo dalla cripta, dove è custodito per l’intero anno. L’emozione dei fedeli è sempre tanta e si manifesta con applausi che sovrastano il suono delle campane che si librano dal campanile e dell’esecuzione del Mosè in Egitto da parte della banda. Il programma civile si articola in più momenti: l’esibizione di cantanti di fama nazionale (solitamente l’1), i matinées bandistici (a mezzogiorno del 2 e del 3), le performance serali della banda (alle 21 il 2 e il 3) e l’immancabile spettacolo pirotecnico di mezzanotte.

Il 14 luglio si festeggia la Madonna del Carmelo tramite l’offerta delle pajolelle (mazzetti) di grano appena raccolto per fare le ostie.

L’8 e il 9 agosto si svolge la festa di San Nicola con il palio e il corteo il giorno 8 e la processione il 9.

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